LA VENA SAFENA
che pena ch’ho perso la vena!
mi scorgo che dando di lena
l’alterco mi gena.
immondo in sì buia serena
e manco di volgo che spema,
vi pongo un teorema:
se trema la mano che mena
appena m’imbratto di crema
dell’arto non frena.
V’avviso d’ingrati, per cena,
mi tronco la vena.
Safena.
Giovanni Verrasta