EBBRO
ebbro cotanto di si tale mistura,
vaga addentro la notte oscura,
oscuro di nettaro che addentro mesce
mi duole lo ventre ch’appoco s’esce;
temo che d’ebbro mi ven la lebbra
se non di febbre che salendo crebba
le membra posse rifugiando ho posto
ei sensi lasso al prelibato mosto
Giovanni Verrasta